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La Bauta

Scopriamo la Storia della Bauta

La Bauta: è senza ombra di dubbio la regina delle maschere veneziane

Le maschere più conosciute del
carnevale Veneziano probabilmente la maschera per antonomasia vi è certamente la Bautta o Bautta, è una maschera unisex e veniva vestita indifferentemente da donne e uomini e contrariamente a quanto si crede comunemente il nome Bauta non è solo riferito alla maschera ma riguarda tutto l’insieme del mascheramento e si componeva infatti del volto larva o volto  bianco, con il  tricorno che serviva a reggere la maschera, in effetti la Bautta non aveva dei nastri.

Quindi veniva utilizzata solo con l’uso del tricorno e lo zendale o zendalino che poteva essere di seta o di pizzo è questo che serviva a coprire il capo e le spalle ed è ciò che rendeva proprio irriconoscibili le persone.

Peraltro la bautta ha un’altra particolarità è priva di bocca e questo allargamento sulla base permetteva non solo di distorcere la voce fine di rendere ulteriormente irriconoscibile la persona ma permetteva di poter mangiare per potersi nutrire senza avere la necessità di toglierla.

L’ORIGINE DELLA BAUTA O BAUTTA

La Bauta è senza ombra di dubbio la maschera più utilizzata dai veneziani durante il Carnevale e non solo, divenne infatti di uso comune anche nei teatri dove era obbligatoria per le donne in età di matrimonio.

La sua comparsa a Venezia risale al XIII secolo, anche se la sua maggiore popolarità si registra tra il XVII e il XVIII secolo.

QUAL’È IL SEGRETO DELLA SUA POPOLARITÀ?

La bauta era l’unica maschera a cui era permesso di circolare anche nei giorni di San Marco e dell’Ascensione, quando le altre maschere erano bandite. Il suo successo si deve forse al fatto che era accessibile a tutti, perchè composta da un mantello nero detto anche tabarro, da un cappello chiamato tricorno, dallo xendal o roccolo di pizzo, e da una maschera, la larva ( forse dalla voce latina il cui significato è appunto maschera o fantasma,) che permetteva di mangiare e bere senza doversela togliere, grazie al suo mento aperto e allungato che modificava anche la voce di chi la indossava.

QUALI SONO I VESTITI CHE SI POSSONO INDOSSARE CON LA BAUTA VENEZIANA?

Lo Xendal deriva dalla parola zendale, una lunga stola in origine in seta che serviva a coprire il capo e le spalle delle dame e che con il tempo si arricchì a tal punto da diventare totalmente in pizzo, senz’altro uno dei costumi preferiti da molti. Lo xendal in pizzo si indossava al collo, e scendeva lungo il petto, la sua voluminosità rendeva impenetrabile la maschera e permetteva il totale anonimato.

Questo faceva della bauta una maschera per tutte le classi sociali, e per entrambi i sessi, era un travestimento completo che non lasciava intravedere chi si celasse dietro.



La Bauta in un costume teatrale (Russia, inizio XX secolo)

QUAL’È IL SIGNIFICATO DEL NOME BAUTA?

L’origine del nome viene probabilmente dal tedesco Behuten: proteggere.
Proteggeva infatti l’identità di chi la indossava.
Larva invece era il nome della maschera vera e propria, realizzata in gesso, cartapesta o cuoio.

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LA BAUTA E IL TEATRO

Nel 1748 Carlo Goldoni realizzò opere teatrali in cui vennero utilizzate anche le baute, rappresentando così uno scorcio della vita veneziana di allora.

Venne inoltre ritratta da alcuni famosi pittori come Pietro Longhi, il Canaletto, Giovanni Domenico Tiepolo e Francesco Guardi.

Come vedi la tipica bauta ha una storia molto lunga, ma ha sempre mantenuto il suo ruolo di protagonista anche dopo il divieto imposto dall’impero asburgico nei confronti del Carnevale veneziano.

OGGI GIORNO LA BAUTA SI INDOSSA ANCORA?

Certamente si, i veneziani e i turisti continuano ad essere affascinati da questa meravigliosa maschera, ma in fin dei conti chi non lo è?

Personalmente adoro le maschere di Venezia e adoro questa in particolare, mi fa sentire libero e non c’è emozione più bella della libertà.

E tu? Hai mai provato a sentirti libero indossando una bauta? O indossare una per una festa come il film di Eyes Wide Shut? Pensaci bene, una maschera del 1200 che rimane attuale e contemporanea anche nel XXI secolo.

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LA BAUTA E CASANOVA

Molto spesso la bauta viene collegata a Giacomo Casanova, il libertino più famoso di Venezia. La bauta gli permetteva il completo anonimato, riusciva a sedurre una quantità incredibile di donne, senza che queste sapessero che faccia avesse.

Anche tu vorresti sentirti come Casanova vero?

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Ahiii!…..me ne stavo dimenticando, molti si chiedono quale si pronunci Bauta o Bautta, ed ecco qui che ci togliamo il dubbio….. la pronuncia corretta è!

baùta 

ba|ù|ta

sostantivo femminile

 

Un abbraccio a presto! Maximiliano 🙂

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